Chi è e chi NON è il Community Manager?!

on ottobre 23 | in Social Media Marketing | by | with 12 Comments

Chi è il community manager?

Domanda apparentemente semplice.

Tuttavia, anche se vi considerate dei “guru” dei social media e avete passato gli ultimi anni fra forum e blog probabilmente non sarà facile dare una risposta semplice, immediata e completa.

Molti profili lavorativi sembrano sovrapporsi sempre di più e anche se capacità di adattamento e rapido apprendimento sono doti molto richieste nel mercato del lavoro odierno, resta il fatto che ad ogni ruolo corrisponde un profilo e a ogni profilo una figura ben precisa.
Il community manager è una figura ben precisa anche se è difficile inquadrarla e definirla in maniera univoca.

Dal momento che è difficile dire chi è, per esclusione iniziamo a dire chi certamente NON è il community manager.

Non è il “tuttofare digitale”

Il community manager, come detto, è un community manager, quindi per definizione non può essere altro. Se sei un social media strategist, non sei un community manager. Se sei un SEO specialist o un online adv expert, non sei un community manager. Semplice.

Non è un content manager

Il vero community manager seguirà il vostro blog e certamente farà il massimo per dare il proprio contributo alla causa, tuttavia se sta facendo bene il suo lavoro avrà sempre meno tempo per dedicarsi alla creazione di contenuti. Avrà bisogno di un braccio destro fidato: il content manager.

Non è un social media manager

Un community manager deve assolutamente seguire il sentiment dei diversi canali social e non solo, deve aiutare il team di content e social media management per la parte strategica e di pianificazione, ma non necessariamente essere coinvolto in prima persona nella gestione del flusso di comunicazione.

Non è un servizio di customer care

Avete lamentele sui vostri canali social? Benvenuti. Il community manager non è la persona adatta a rispondere alle richieste di aiuto e alle offese dei vostri clienti. Tra l’altro direi che quasi mai le competenze personali e le doti caratteriali di un community manager corrispondono a quelle richieste per un profilo di relazione di customer care.

Non è uno strumento di awareness e leads generation

Per questo esitono le PR agency e i budget di advertising, le sponsorship, le partnership, etc… Non potete (dovete) chiedere al vostro community manager di andare in giro a fare markette, perderà di credibilità in un tempo così breve che forse la vostra community non sarà ancora neanche nata.

Non può essere misurato con gli analytics e con gli insights

Il community manager non ha il compito di portare nuovi fan o nuovi follower e la bontà del suo lavoro non può essere misurata attraverso retweets, condivisioni o like. Piuttosto vedete con quante persone ha interagito all’ultimo evento e quanti ospiti nuovi ha portato all’ultimo meetup da lui organizzato. Dopo un buon lasso di tempo cercate di valutare l’andamento di questi dati e capirne il riflesso sulle altre attività.

Quindi, direte, cos’è rimasto?

Chi è il Community Manager?

Il community manager è colui che oltre ad aggregare persone, si aggrega a loro, che non solo crea le conversazioni, ma le stimola, le arricchisce, le modera, le rilancia, ne disegna le linee guida e da loro seguito nel tempo.

Il community manager comprende e supporta i membri della community in maniera quasi disinteressata, consiglia strumenti, offre soluzioni, aiutando e lavorando al fianco di chi normalmente non lavora a stretto contatto con l’utente finale.

Il community manager conosce perfettamente le caratteristiche dei prodotti e i valori del brand, ne conosce l’ecosistema circostante e le relative implicazioni che ne derivano per l’azienda.

Il community manager è un lavoro dove l’online e l’offline si fondono, con la presenza e il presidio di forum, community, blog, ma anche di eventi, convegni, meet-up: un lavoro certamente non adatto a chi è abituato al classico orario di ufficio.

Il ruolo del community manager implica supporto reciproco con di diversi team di marketing, di prodotto, di vendite e di customer care: un ruolo trasversale a tutti le aree che fa da tramite tra le persone, quelle veramente interessate ai valori del vostro brand, ed il brand stesso.

I community manager è una figura che offre e necessita supporto allo stesso tempo, persone che lo aiutino nella gestione della community e che lo aiutino a mantenere la community come un ambiente in cui membri si sentano sereni, liberi e sicuri di esprimersi, dialogare e collaborare in modo da accrescere e sviluppare un legame sempre più profondo con il brand.

Il community manager è la faccia, gli occhi, la voce e le orecchie di un brand all’interno di una comunità.

Voi che ne pensate? Chi è per voi il community manager?

Riccardo Scarascia

Digital Marketer
Una laurea in Economia ed un master in Marketing e Comunicazione, innamorato di Internet e delle nuove forme di comunicazione, lavora come Digital Marketer e scrive di Social Media e Social Media Marketing sul suo blog nOwmedia.it.

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commenti

12 Responses

  1. Complimenti, ottimo post!

  2. Christian scrive:

    Fantastico post, ma nel 95% dei casi non è così , nella realtà le aziende è già un miracolo che decidano di investire in “maniera seria” ( o semplicemente han capito che non basta l’amico del cugino che fà i siti belli!) nel web e quindi provano a contattarti ..senti il budget e decidi .. ma se iniziamo a chiedergli chi è il content manager , il pr manager, il social media manager ? .. perdiamo il cliente e dobbiamo ridurci al primo punto il tuttofare digitale e forse nemmeno in maniera ottimale ma tant’è …, diciamo che la situazione ideale l’avete descritta alla grande

  3. Ciao Brunella, grazie della visita e del commento! :)

  4. Ciao Christian, grazie anche a te per la visita e per il commento!
    In linea di massima sono d’accordo con te e sono perfettamente cosciente di come in realtà vanno le cose in molte aziende, aggiungerei che in certi casi è anche comprensibile, i budget non permettono quasi un organigramma davvero completo. Tuttavia… come dire? Puntiamo a 1000 per ottenere 100, no? :)
    Ho cercato di descrivere la situazione ideale e sono abbastanza convinto che c’è chi si comporta in questo modo…
    A presto!

  5. Valentina scrive:

    Trovo questo post davvero delizioso.
    Non concordo su tutto al 100%: lo ritengo comunque veritiero e spero che presto lo mettano nelle macchinette del caffe, al fine di renderlo accessibile/obbligatorio prima della pausa sigaretta.
    Sarebbe davvero una buona lettura:)

  6. Andrea Sales scrive:

    Innanzitutto ti ringrazio per le informazioni molto utili trovate tra le righe del tuo post.
    Il mio punto di vista è diverso dal tuo.
    Cerco di spiegarmi: penso che in una “società di 34,6% di giovani under 26 disoccupati” la caratteristica più rilevante sia la capacità di cogliere le situazioni e di declinare le proprie competenze con efficacia e intelligenza.
    Il tuo post è ricco e piacevole, ma la tua visione del mondo è ideale.
    Penso che nel concreto sia utile conoscere queste segmentazioni di ruolo e competenze, ma ritengo sia ancor più utile saper cogliere il momento, offrendo professionalità e intraprendenza.
    Quindi concludo dicendo che io preferisco studiare un sacco, conoscere un sacco, capire un sacco e poi disinteressarmi delle etichette, ma preoccuparmi dei risultati che ottengo e che faccio ottenere alle persone per cui e con cui lavoro.
    …ma io non sono molto esperto del mondo social, magari mi sbaglio!

  7. Cristina Simone scrive:

    Ciao Riccardo,
    concordo con quanto hai scritto, ma questo accade nelle grandi agenzie o nelle aziende con un team dedicato.
    Nelle piccole aziende, dove è già un miracolo avere qualcuno dedicato ai social, il Community manager si occupa del community management, strategia social, reportistica.
    Ciao, Cristina

  8. john scrive:

    cavolo, dopo questa mi viene quasi da dare ragione alla fornero e alla questione choosy..
    ci saranno tre aziende nel mondo che possono avere un community manager di questo tipo, forse la Coca cola e McDonalds.
    per il resto, e non voglio dire banalità tipo “bisogna saper fare un po’ di tutto” perchè i ruoli devono essere distinti, è evidente che chi l ha scritto non ha idea del mondo del lavoro attuale. e se fai un colloquio e pretendi le cose scritte qua sopra ti sputano in un occhio.
    forse a ragione, dato che un ruolo come quello descritto è funzionale per l’appunto solo con mega multinazionali.

  9. Giusy scrive:

    Concordo con il post: è questo il lavoro del vero community manager!!! Tutto sommato sono anche dalla parte di chi commenta dicendo che la situazione descritta è un po’ – come dire…- “utopistica” (o comunque non rappresentativa delle numerose PMI che caratterizzano l’Italia). Sono certa che molte aziende hanno un team dedicato alla comunicazione sul web (quello che ci auguriamo è che queste rarità emergano), ma ancora non sono venute a galla ;)
    Il nostro compito è quello di scovarle e di far vedere come dovrebbe lavorare un community manager!
    Per il resto accontentiamoci di quello che offre il mercato e… con i clienti… non parliamo troppo il #socialese (che rimanga tra noi)… ;)

    Un saluto a tutti e ancora grazie a Riccardo per il post :)

  10. Ciao a tutti e grazie delle visite e dei commenti.

    Rispondo con un commento unico in quanto credo che il punto sia tutto sommato lo stesso: “il profilo del community manager in un mondo ideale” vs “il profilo del community manager nel mondo reale.

    Sono abbastanza d’accordo con tutti ed in effetti ho descritto una situazione più ideale che reale, tuttavia credo che questo “ideale” di community manager sia senza dubbio raggiungibile in determinate realtà, certo non la piccola azienda o la piccola agenzia.

    Sono d’accordo con Andrea che dice che a volte “non bisogna preoccuparci delle etichette” e, come detto nel post credo sia fondamentale (oggi più che mai) avere ottime capacità di adattamento e di rapido apprendimento, soprattutto per chi lavora in ambito web e digital.

    Sapevo che sarebbe stato un tema difficile da trattare ed infatti la prima cosa che ho scritto è “non sarà facile dare una risposta”, così è stato. :)

    Forse la domanda che mi sono posto era “Chi è il Community Manager ideale?” … che ne dite?

    Grazie a ancora a tutti e a presto! :)

    Per concludere,

  11. [...] li utilizza a scopi personali, ma come ho scritto più volte l’utilizzo a fini “professionali” è certamente più complesso rispetto all’utilizzo che normalmente ne fa il singolo [...]

  12. [...] spunto da un post di Riccardo Scarascia che cerca di fare luce sulla questione. Utilizzando Facebook come canale principale di [...]

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