12 tweet che il tuo brand DEVE evitare!

on luglio 23 | in Social Media Marketing | by | with 8 Comments

Basta poco per rovinarsi e a volte 140 caratteri sono anche troppi per tirarsi la zappa sui piedi, soprattutto se abbiamo per le mani un account corporate di un brand…

La lista dei “peccatori” è sempre più lunga, ma non sono qui per rincarare la dose, bensì per dare qualche consiglio a chi ogni giorno gestisce (o vorrebbe gestire) un account corporate su Twitter: impresa all’apparenza semplice, ma certamente non facile.

Andando oltre la moralità e rispetto per il prossimo, virtù da perseguire sempre e comunque, e la necessità di mettere da parte istinto ed impulsività, ecco i 12 consigli sui comportamenti e relativi tweet (o post) da evitare assolutamente, soprattutto se si gestisce un corporate account:

1. Non siate #prepotenti

Non parlare male di un competitor. I vostri prodotti o servizi sono migliori di quelli dei vostri concorrenti? Benissimo! Non dovete gettar fango sugli altri per mettervi in mostra, saranno i fatti a dimostrare che siete i migliori o magari qualche vostro cliente soddisfatto (reale) proprio con un tweet.

2. Non siate #intolleranti

Se siete su Twitter o su Facebook come brand, avrete accettato e compreso i rischi di potenziali critiche o commenti negativi. Non siate intolleranti, rispondete sempre con buon senso e cortesia, cercando di trasformare minacce in opportunità.

3. Non siate #sprovveduti

Vi sarà capitato di ricevere offese e aggressioni verbali via Twitter, non cascateci. Pensate qualche minuto prima di fare qualsiasi cosa e capite se vale la pena dare seguito a una conversazione che (forse) non esiste in partenza. Non cascate nei tranelli.

4. Non siate #vanitosi

Siete molto bravi in quello che fate? Ottimo, ma non lodatevi troppo. Non esagerate su chi siete e su cosa potete fare, rischierete di risultare noiosi. Chi si loda s’imbroda.

5. Non siate #stupidi

Non date in mano l’account della vostra azienda a persone inesperte che credete in grado di saper gestire autonomamente la vostra presenza online, basterà un piccolo errore per farvi pentire di tutto questo. Credetemi.

6. Non siate #sgrammaticati

Stanchi? Qualche birra di troppo? Magari state twittando da mobile o in viaggio e i tasti sembrano sempre più piccoli? Attenti agli errori di ortografia! Twitter non perdona. :)

7. Non siate #estremisti

Meglio non parlare di politica. Certo, avrete le vostre idee, ma sarebbe meglio non schierarsi su certi temi, a meno che non siano temi di pubblico e condiviso interesse. Sempre e comunque politically correct.

8. Non siate #integralisti

Niente religione. Su questo tema si cammina su un campo minato. Meglio starne fuori. La laicità di un brand spesso è “sacra”.

9. Non siate #sbruffoni

Niente foto, tweet vacanzieri o post relativi a spese folli. Molti vanno in vacanza, moltissimi amano lo shopping e tutti fanno foto (soprattutto di questi tempi), ma postare foto o frasi troppo divertenti o vacanziere potrebbe far pensare ai vostri clienti che state facendo un sacco di soldi… alle loro spalle. Anche se così fosse, meglio non mettere in vetrina certe cose.

10. Non siate #ipocriti

Non scrivete cose che non pensate davvero o promesse che non potrete mantenere. Le banalità e le frasi scontate (soprattutto in certe occasioni) sono dietro l’angolo, non scherzate col fuoco. Non sempre dovete partecipare a discussioni o dire la vostra.

11. Non siate #intimi

E’ bello stare vicini ai propri fan e ai propri followers, ma non andate troppo sul personale, non vi è richiesto.

12. Non siate #spammer

Date continuità al vostro flusso di comunicazione, ma evitate di spammare i vostri followers con messaggi identici l’uno all’altro, soprattutto se commerciali o promozionali. Ricordate di essere sempre pertinenti e di offrire dei contenuti che siano interessanti per i vostri followers, solo in questo modo vi ameranno! :)

Tutto questo ovviamente vale anche per Facebook e tutti gli altri social network…

Avete altri consigli da aggiungere? Siete i #benvenuti! :)

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Riccardo Scarascia

Digital Marketer
Una laurea in Economia ed un master in Marketing e Comunicazione, innamorato di Internet e delle nuove forme di comunicazione, lavora come Digital Marketer e scrive di Social Media e Social Media Marketing sul suo blog nOwmedia.it.

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commenti

8 Responses

  1. Marta scrive:

    Eccellente decalogo, penso che l’utilizzo spesso erroneo dei social media sia dovuto al fatto che molte persone che svolgono questo mestiere (come la sottoscritta) sono partite dalla pura “improvvisazione” senza avere alcuna formazione in materia.

    Più che un’aggiunta ho una domanda: quanto ha senso che un corporate account faccia mention dirette a interlocutori dei quali vuole attirare l’attenzione? Fino a che punto un comportamento simile è tollerabile (se lo è a priori) e da che punto in poi diventa invece fastidioso?

    ps. complimenti per il vostro blog, l’ho scoperto per caso ieri grazie all’intervista a @catepol.

  2. Andrea Rossi scrive:

    In poche parole, siate finti su tutto, ma per il vostro brand portate tutta l’umanità di cui siete capaci?

    Politica e religione, non sono temi azzardati: rischiosi, ma fanno da metrica per testare la realtà di una persona.

    Inoltre, parlarne evita il tabù e migliora la consapevolezza che i contatti sono persone, non semplici foto e caratteri

  3. @Marta

    La @mention è comunemente accettata per ringraziamenti e/o per citazioni, al massimo per segnalare contenuti altamente pertinenti, contestualizzati ed interessanti per l’utente citato (comunque prassi con cui non bisogna eccedere).

    Certamente da evitare un utilizzo delle @mention a fini “promozionali”: gli utenti non sarebbero contenti di essere spammati, come minimo si rischia un unfollow, ma in certi casi anche segnalazioni per spam vero e proprio e di conseguenza potenziali ammonizioni ufficiali da parte di Twitter nei confronti dell’account spammer (anche il blocco totale se l’account è recidivo).

    Grazie mille dei complimenti e della visita! A presto! ;)

  4. @Andrea

    Grazie mille della visita e del tuo commento.
    I miei consigli sono focalizzati all’utilizzo dei social da parte dei brand, quindi attraverso profili corporate.

    Detto questo, credo che il tone of voice di un brand debba per forza di cose essere diverso da quello che normalmente può utilizzare una persona con il suo profilo personale.

    Il mio consiglio, focalizzato al buon utilizzo dei social da parte di un brand, consiste nel mantenere un comportamento che sia rispettoso di tutti e credo che in certi casi, l’unico modo per non avere problemi sia quello di non trattare certi temi, visto che non è obbligatorio trattarli.

    Ciò non implica e non obbliga a non esporsi in nessun modo, ma semplicemente di non esporsi troppo, rischiando potenziali conseguenze negative provenienti dalla propria fan base.

    Ovviamente in tutto questo è molto importante considerare l’identità e i valori del brand in questione. Se parliamo (ad esempio) di un profilo corporate di un quotidiano politicamente o religiosamente schierato (pubblicamente), i ragionamenti che ne deriveranno saranno diversi. :)

    Che ne pensi?

  5. Lucia Zanetti scrive:

    Ottimi consigli e complimenti per il Blog! :)

  6. Grazie mille Lucia, a presto! :)

  7. [...] Google che potresti non sapere#SocialMediaABC: i Social Media spiegati da… Riccardo Scandellari!12 tweet che il tuo brand DEVE evitare!#SocialMediaABC: i Social Media spiegati da… Caterina Policaro!Social Media Report: i brand [...]

  8. [...] sono ammessi comportamenti impulsivi o di carattere personale. Soprattutto non sono ammessi errori: la rete non perdona, come già detto più volte in [...]

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