Google+ : c’è chi lo ama, c’è chi lo odia.
All’inizio era la ricerca disperata di un invito, poi per molti innamoramento, per molti altri delusione ed abbandono.
Ma qual è lo stato di Google+ oggi?
Cerchiamo di analizzare rapidamente per punti la situazione attuale di G+ con l’aiuto di qualche numero e qualche statistica.
Crescita

Larry Page ha recentemente annunciato il raggiungimento dei 100 milioni di utenti attivi per Google +. Non male.
Tuttavia saprete benissimo che il numero di utenti, pur essendo dato essenziale per analizzare il successo di un social network, non è l’unico elemento da considerare. La crescita è stata imponente – d’altra parte stiamo parlando di Google – e tralasciando per un attimo i 900 milioni di utenti Facebook, vi renderete conto che anche 100 milioni di account in meno di 1 anno sono un numero notevole.
Ma è tutto oro ciò che luccica? Forse no.
Utenti “obbligati”
Google ha costretto e costringe tuttora ad iscriversi a G+ per utilizzare una serie di servizi. Quando si crea un nuovo account Google oggi si ottiene automaticamente un account Gmail e un profilo G+. Pratiche di acquisizione discutibili, quelle di Google, che hanno spinto molti utenti a manifestare apertamente il loro disappunto e molti analisti a discutere negativamente i trend di crescita e le statistiche relative al social network.
Possono anche obbligarti ad aprire un account G+, ma non ad utilizzarlo. Infatti…
Basso Engagement
Il rapporto di RJMetrics sottolinea il basso livello di engagement degli utenti G+, infatti ogni post genera mediamente meno di un +1, meno di una risposta e meno di una condivisione, il tempo medio fra un post e l’altro è di 12 giorni e il 15% di coloro che hanno utilizzato il network dopo il quinto post non sono più tornati.
Conclusioni
Con questi dati non voglio assolutamente screditare G+ e Google, sappiamo bene che social network come Facebook o Twitter hanno avuto bisogno di molto più tempo per crescere e consolidare la propria user base. E’ importante sottolineare che, anche in Italia, esistono community molto attive su G+ e credo sia giusto per brand e professionisti presidiare questo canale e valutarne i possibili risultati.
Ogni volta che si parla di Google e dei suoi nuovi prodotti le aspettative sono sempre molto alte… Potrebbe essere questo il vero problema? Staremo a vedere…
Riccardo Scarascia
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